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La psicoanalisi non cura la "malattia mentale", non cura i "disturbi psichici" (secondo un’idea medica di cura che deve riportare allo stato di salute antecedente la malattia); ma ha a che fare con delle limitazioni della libertà, considera le psicopatologie delle menomazioni della libertà individuale fondate sulla costrizione a ripetere certi automatismi. Come Freud scrive ne L’Io e l’Es:
"[la psicoanalisi] non ha certo il compito di rendere impossibili le reazioni morbose, ma piuttosto quello di creare per l’Io del malato la libertà (Freiheit) di optare per una soluzione o per l’altra".
Creare la libertà, il privilegio di optare per una soluzione o per l’altra: è questo che fa la psicoanalisi politica nel suo stesso atto (senza il ricorso a un discorso politico che vi si aggiungerebbe). Del resto, come procede ogni vero revisionismo della psicoanalisi? Esso separa gli scritti tecnici di Freud da quelli civili, politici e giuridici (Il disagio della civiltà, L’avvenire di un’illusione, L’uomo Mosé e la religione monoteistica, La questione dell’analisi laica, ecc.), prendendo partito o per gli uni o per gli altri. |
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