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"Ma c’è qualche cosa di cui vorrei dare testimonianza. In questo posto [che occupo e dove] auguro che finisca di consumarsi la mia vita, in questo posto che avrò occupato, continuerà a palpitare dopo di me, come un resto, un’interrogazione innocente, se così posso dire, ma anche scandalosa:
tra questi uomini, questi vicini, amabili o importuni, gettati in questa impresa a cui la tradizione ha dato nomi diversi, di cui quello di esistenza è l'ultimo venuto in filosofia; in questa impresa di cui diremo che ciò che ha di zoppicante è sicuramente quel che vi è in essa di più certo; come può essere che questi uomini, sostegno ognuno e tutti di un certo sapere o da esso sostenuti; come può essere che questi uomini si abbandonano gli uni gli altri, in preda alla cattura di quei miraggi a causa dei quali la loro vita, sciupando l'occasione, lascia sfuggire la propria essenza ? a causa dei quali la loro passione è sbeffeggiata ? a causa dei quali il loro essere, nel migliore dei casi, perviene solo a quel poco di realtà che non si afferma se non in quanto è sempre stato deluso?
Ecco ciò che mi insegna la mia esperienza, la questione che io lascio in eredità, in questo punto, in materia di etica, e in cui per me si raccoglie ciò che costituisce, in questa impresa, la mia passione di psicoanalista."
J. Lacan, Conferenze sull'etica (1960) |

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