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nodo detto "dell'amante"       

 

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Nella Conversazione di Matisse (1908-1912) l'Uomo e la Donna indugiano ancora nelle vesti consacrate al riposo e al sonno; l'uno di fronte all'altra, non si ignorano, non si precipitano in qualcosa da-fare ma si concedono tutto il tempo conversando davanti al giardino di casa, presumibilmente di ciò che hanno sognato, di ciò che hanno pensato durante il sonno. L'abolizione della prospettiva in favore della superficie bidimensionale e l'elegante balaustra del terrazzo tengono l'attualità, o, se si preferisce, il mondo dell'informazione, o, se si preferisce, "il mondo della psicopatologia" fuori dalla loro Casa. Inattuali, intemporali, gli amanti di Matisse non hanno profondità, interiorità, "spessore" psicologico: sono completamente superficiali.

 

 

La conversazione (= "cambiare direzione con") comincia dove il "mondo dell'informazione" finisce. Ecco perché oggi nessuno sa più conversare. Per poterlo fare occorre essere inattuali, occorre avere tutto il tempo, occorre stare insieme, offrire la propria dimora, e soprattutto decidere  di non volerne sapere più nulla dell'attualità. Per ritornare a conversare dobbiamo imparare a sottrarci all'informazione, alla discussione, al dialogo, soprattutto se "costruttivo".  Se è pur vero che il terrorismo non potrebbe vivere senza l'informazione (che dunque gli è connaturata), bisogna essere  anche più radicali e concludere: il terrorismo è l'informazione stessa.

Matisse, La conversazione (1908 - 1912)

                

  

 

     


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