Vivat Cholera

 

   Nella lezione X del 21 maggio 1987 del seminario Odium logicum leggiamo:

“ Incominciare in questo modo un po’ barocco di ballare sul carro dei cadaveri secondo me è piuttosto buono, il punto di vista dei monatti era il punto di vista giusto su molte cose! ” [1]

   Si tratta di un'affermazione che potrebbe figurare come lo Sciboleth del lavoro psicoanalitico: o lo psicoanalista (ma, più in generale, chi ha concluso un'analisi) ha acquisito una diretta e personale conoscenza del punto di vista dei monatti, o non c'è stato, non c'è, né può esserci lavoro psicoanalitico. Ma qual è il punto di vista dei monatti?

« Si fecero, i monatti principalmente, arbitri d’ogni cosa. Entravano da padroni, da nemici nelle case, e, senza parlar de’ rubamenti, e come trattavano gl’infelici ridotti dalla peste a passar per tali mani, le mettevano, quelle mani infette e scellerate, sui sani, figliuoli, parenti, mogli, mariti, minacciando di strascinarli al lazzeretto, se non si riscattavano, o non venivano riscattati con danari. Altre volte, mettevano a prezzo i loro servizi, ricusando di portar via i cadaveri già putrefatti, a meno di tanti scudi. Si disse (e tra la leggerezza degli uni e la malvagità degli altri, è ugualmente malsicuro il credere e il non credere), si disse, e l’afferma anche il Tadino, che monatti e apparitori lasciassero cadere apposta dai carri robe infette, per propagare e mantenere la pestilenza, divenuta per essi un’entrata, un regno, una festa. Altri sciagurati, fingendosi monatti, portando un campanello attaccato a un piede, com’era prescritto a quelli, per distintivo e per avviso del loro avvicinarsi, s’introducevano nelle case a farne di tutte le sorte. In alcune, aperte e vote d’abitanti, o abitate soltanto da qualche languente, da qualche moribondo, entravan ladri, a man salva, a saccheggiare: altre venivan sorprese, invase da birri che facevan lo stesso, e anche cose peggiori. »[2]

   Ce n'è quanto basta. Chi è nel posto del Curante, del jerapwn, sa che  «il popolaccio recava attorno in trionfo i cadaveri degli infetti, gridando: Vivat Cholera! »[3]  Ma da dove mai gli viene questo sapere, rispetto a cui la nevrosi viene fabbricata proprio per non volerne sapere niente?

Settembre 2006

 


 

[1] Cfr. l’edizione eBook pdf a p. 149.

[2] I promessi sposi, cap. XXXII

 

[3] Memorie delle cose notabili successe in Milano intorno al mal contagioso l’anno 1650, del ricorso de’ Signori della città a’ Padri cappuccini per il governo del Lazzaretto, ec. ec., raccolte da D. Pio La Croce: Milano, Maganza 1730