|
La misoginia celeste di Wim Wenders
In una sua canzone Franco Battiato, che è un nostro ascoltato speciale, ne inventa una delle sue: "misoginia celeste". L'acuto epiteto è riservato sciaguratamente a Benedetti-Michelangeli ma nulla ci impedisce di farne omaggio a chi veramente se lo merita, come senz'altro Wim Wenders. Non in particolare: è che abbiamo rivisto di recente un film per la sua regia e - sembra - per la sceneggiatura di Michelangelo Antonioni, la cui schietta misoginia almeno non ha bisogno di essere "celeste", cioè di tirare in ballo scenari filosofico-teologici. Il tema monomaniacale della misoginia celeste è naturalmente la redenzione per mezzo di La Donna ossia la redenzione per mezzo della liquidazione del Padre. Nel titolo del film di Wenders Al di là delle nuvole, rinveniamo la psicologia stessa di Wenders. I suoi angeli sono completamente isolati dai rapporti tra gli uomini e del tutto impotenti riguardo a quanto accade al di qua delle nuvole: essi si disperano di non potere intervenire in alcun modo in soccorso agli uomini (da qui la poca “grazia” di questi film rispetto alla loro pesanteur). Ma l’impotenza degli angeli riguarda in realtà il loro stesso emissario, il Padre. In Paris, Texas un padre abbandona il proprio figlio e la propria donna subito dopo che la sua ferrigna volontà di potenza ha fatto di tutto per ottenere il loro ricongiungimento. Lo scenario filosofico-teologico dei film di Wenders, nella sua astratta ma implacabile volontà di redenzione non risparmia nemmeno la donna: nel film appena menzionato si redime una prostituta riconsegnandole non tanto il figlio ma il di lei perduto e astratto “amore materno”, cioè l’ “interazione madre-figlio” che, appunto, fa a meno del padre. Nel finale di Il cielo sopra Berlino la donna è posta da Wenders in alto, sul trapezio degli acrobati, inaccessibile all’uomo rimasto a terra ad ammirarla: angelo-donna da tenere ben lontano. Ancora nel finale di Fino alla fine del mondo (è il voto del melanconico) ritroviamo la Donna posta lassù - a orbitare da astronauta intorno alla terra - posta in una zona intermedia tra il Padre al di là delle nuvole e l’uomo rimasto sulla terra a “pensare” heideggerianamente, ben distante da lei.
|